The Museum

L’intero complesso residenziale, per l'alto valore storico ed artistico, è stato dichiarato  Monumento Nazionale Italiano. Censito  dal più grande Museo al mondo di arte e design, il Victoria ed Albert Museum di Londra, rappresenta una testimonianza intatta e completa del Grand Tour inglese in  Sicilia. Edificata nei primi anni del novecento dal pittore inglese Robert Hawthorn Kitson, Casa Cuseni è stata un’importante centro artistico, dapprima con Robert Kitson e successivamente con la scrittrice inglese Daphne Phelps, sua nipote. E’ noto infatti, che Robert Kitson e Daphne Phelps,  crearono a Casa Cuseni un cenacolo internazionale di artisti che, con le loro opere, contribuirono a rendere Taormina, la Sicilia e l’Italia famose nel mondo.

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The Dining Room

Ezra Pound, nel suo celebre articolo "Art Notes" dell'agosto del 1918, scritto per il periodico The New Age 1 con lo pseudonimo di B.H. DIAS documentò la presenza di Frank Brangwyn a Taormina ancora nel 1918, anche se non conosceva i contenuti del progetto a cui Brangwyn stava lavorando (la dining-room), tenuta segretissima dagli artisti di Casa Cuseni. Già nel 1914 Ezra Pound aveva violentemente contestato la popolarità di Frank Brangwyn nel manifesto Vorticista, scritto  insieme a Lewis e,  nel   natale del 1924, contestazione Vorticista terminata,  Ezra Pound, in viaggio a Taormina, si recò a Casa Cuseni per vedere il lavoro dell'allievo più brillante di William Morris, per conoscere la celebre dining room di Frank Brangwyn. Questo spazio,  ( la Dining-room )  è oggi

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The Salon

La “leggendaria” Casa Cuseni a Taormina, è diventata oggi Museo e giardino storico, aperto al Pubblico per visite guidate e tour didattici. L’autorevole rivista francese Vogue definì la casa “uno sconosciuto gioiello artistico del novecento inglese a Taormina”; infatti, la Casa, disegnata da R. Kitson nei primi anni del novecento, presenta la celebre dining-room, di Sir Frank Brangwyn, un interior unico al mondo, e molte altre testimonianze del Grand Tour in Sicilia, tra i quali un raffinatissimo e preziosissimo arredo, collezionato da Robert Kitson  nei suoi numerosi viaggi in Europa ed in terra d’Oriente, testimonianze storiche ancora oggi perfettamente conservate.

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The Library

La biblioteca è ricca di testi inglesi, alcuni dei quali sono stati scritti proprio qui. Ricordiamo, tra i tanti ospiti che qui hanno lavorato,  il   Barone fotografo Wilhelm Von Gloeden, lo scrittore David Herbert Lawrence, ma anche  Ezra Pound, che soggiornò a Taormina nel natale del 1924 e  che aveva già scritto su "ART Notes" di Sir Alfred East e di Sir Frank Brangwyn ( pittori della dining room); ricordiamo inoltre il nobel per la filosofia Lord Bertrand Russell, Il drammaturgo americano Tennessee Williams, Il direttore del MOMA Alfred Barr Junior, lo storico Denis Mac Smith, ma anche Jocelyn Broke, Caitlin Thomas, Roald Dahl, Alan Whicher, Danilo Dolci, , ed ancora Roger Peyrefitte  ed Andre Gidè, solo per ricordarne alcuni. In questa libreria ci sono  documenti olografi, manoscritti, lavori inediti di molti di questi artisti, qui conservati e catalogati per finalità di studio e di ricerca. Casa Cuseni , da sempre, collabora con le più prestigiose Università Nazionali ed Estere.

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Paintings

Quando nel 1970 la Rivista “Sicilie”, con il celebre articolo “ placet for painter”, pose l’attenzione sul passaggio a Taormina di Sir Frank Brangwyn R.A:, di Sir Alfred East R.A, di Sir Cecil Hunt R.A, di Mary Fedden R.A e di  Julian Trevelyan R.A, la storia dell’arte inglese,  trovò qui, di diritto,  una nuova dimora: Casa Cuseni.  Si parlava di artisti prestigiosi, basta ricordare Sir Frank Brangwyn, celebrato dal Thames di Londra come “ l’artista Britannico  più noto al mondo”  e “l’inventore, assieme a Guadì e Maria Sert,  dell’Art Noveau “; Sir Cecil Hunt, vice Presidente della Società Inglese degli acquerellisti, che spese molto tempo in Sicilia, realizzando successivamente importanti mostre in Inghilterra e contribuendo così a rendere la Sicilia famosa nel mondo.

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Old Photographs

Il barone fotografo Wilhelm Von Gloeden è considerato uno tra i più grandi fotografi del novecento. A Francavilla al Mare (CH) fu ospite, per un lungo periodo, di Francesco Paolo Michetti, ed ha avuto modo così di frequentare Gabriele D’Annunzio. In Germania, suo paese natale,  incontrò Ottone Geleng, già residente a Taormina, che lo incoraggia a visitare i luoghi del Sud, dal “clima impareggiabile”; credo che fu questa la motivazione originaria del viaggio in Sicilia. Rimase affascinato dalla Taormina di fine secolo, ancora lontana dalle rotte turistiche, incontaminata; era l’anno 1878. Già in grandi viaggiatori del passato avevano in versi e con pitture descritto il luogo, indicibilmente bello, ma l’impressione che il tedesco ebbe, durante le solitarie passeggiate nella nostra piccola cittadina

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Henry Lawrence Faulkner

Critics applaud the anomalies of Faulkner’s work: modern, primitive, naive sophistication. The “American Chagall” is one of the world’s greatest colorist. About himself, Faulkner says, “ I am a medium through which God acts- color is the tone of a child’s voice- color is God shaking music from his hair: , it is yhe charisma of all things beatifull. Color, the right color, is a mind free- The color is Tennessee Williams and God weeping”.

The artist studied at Los Angeles Art Institute, Cincinnati Art Academy, Corcoran Museum Academy, Washington D.C.

He has exhibited at one man shows: Hemingway Gallery, New York; A.C.A. Gallery, New York; Caravan Gallery, New York; collectors of American Art, new York; Burr Gallery, New York; Hilda Swarthe Gallery, Beverly Hills; Worth Avenue Gallery, Palm Beach; Galleria Via Marzo 22, Venice; McCaughen and Burr Gallery, St. Louis; Artists Associates gallery, Atlanta; Ringling Museum Gallery, Sarasota; Atlanta Art Museum; Los Angeles Art Institute; A.B. Closson, Jr.Company, Cincinnati; The Gallery, Fort Lauderdale; Gallery 99, Miami Beach.

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Robert H. Kitson incontra il Barone Von Gloden

Casa Cuseni è l’unica dimora inglese in Sicilia ancora oggi perfettamente conservata. Essa fu edificata da Robert Hawthorn Kitson alla fine del 1800. Per comprendere la singolarità e l’eccezionalità di questo luogo, dal 1998 riconosciuto Monumento Nazionale Italiano, protetto dal Governo Italiano e dal più grande ed importante museo di design del mondo, il Victoria ed Albert Museum di Londra, bisogna ricordarne la biografia del primo proprietario della Casa e il tempo in cui essa fu edificata.

Robert Hawthorn Kitson nacque a Leeds, nello Yorkshire, nel 1847; primogenito di una famiglia di ricchissimi industriali che avevano contribuito a determinare la rivoluzione industriale in Inghilterra.

Produrre locomotive, progettare linee ferroviarie, dirigere l’industria di famiglia, non era però l’ideale del giovane Robert. Educato nei migliori college inglesi, laureato in scienze della terra a Cambridge, iniziò un percorso formativo artistico che lo mise in relazione con i maggiori artisti inglesi, esperienza fondamentale per le sue scelte di vita future.

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Dinu Adamesteanu lettere da Gela, Agrigento, Roma

Dinu Adameșteanu (Toporu, 1913Policoro, 2004), è stato certamente l’archeologo più amato in Sicilia. Nato in Romania, naturalizzato in Italia, applicò i principi dell’aero-fotografia e della prospezione aerea nella ricerca archeologica. I meriti scientifici del Prof. Adamesteanu sono noti a tutti, inedite invece le 46 lettere custodite nell’archivio storico di Casa Cuseni. Lettere indirizzate a Daphne Margaret Phelps, scrittrice britannica e sua compagna negli anni 1951-1956. Esse raccontano le numerose campagne di scavo condotte, con il prof. Piero Orlandini, nei centri greci di Gela e Lentini e nei centri indigeni di Butera, di Vassallagi, di Monte Bubbonia, di Monte Saraceno e di Caltanissetta. “Les deux de Gela”, come era solito chiamarli George Vallet. 46 lettere che raccontano in maniera particolareggiata i momenti eccitanti dei ritrovamenti archeologici ma anche i furti delle opere d’arte nei siti appena scoperti, le difficoltà del finanziamento pubblico, il finanziamento privato da parte di Daphne Phelps, la sua amicizia con Piero Orlandini e con il Soprintendente alle Antichità della Sicilia Orientale Luigi Bernabò Brea, che tanto lo onorava, la lealtà degli scavatori di Gela, la loro istruzione alla scuola serale pubblica, ma anche i momenti del riposo ed il desiderio di ritornare nell’amata Casa Cuseni per incontrare Daphne M. Phelps.

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L'antico Egitto di David Roberts e Robert Kitson

David Roberts (1796-1864) fu certamente il più celebre vedutista di tutti i tempi. Egli visitò l’Egitto e la Nubia tra il 1838 e il 1839, tappe di un più lungo viaggio tra varie regioni medio-orientali, (da Alessandria ad Abu Simbel, attraversando il Sinai sino a Petra, Jerusalemme, Palestina e Libano). Ritrasse ogni monumento degno di nota che incontrò sulla sua strada, ritornando molte volte sullo stesso luogo e disegnando i soggetti da diversi punti di vista e in differenti orari, per coglierne le variazioni luminose. Gli schizzi realizzati furono riprodotti, al suo ritorno in Inghilterra, in un’impressionante raccolta di litografie, divisa in sei volumi: “The Holy Land, Syria, Idumea, Arabia, Egypt and Nubia” (1842-49). Con quest’opera David Roberts ha consegnatoalla storia l’immagine dell’antico Egitto ormai perduto per sempre, documentando con la massima precisione un patrimonio archeologico che per l’artista rappresentava l’orgogliosa affermazione di un passato che sconfigge la morte. Appunti di viaggio, dipinti ad olio, acquarelli, dai quali furono eseguite, dal belga Louis Haghe, straordinarie litografie acquarellate. Voglio ricordare che Louis Haghe era il Presidente della Società degli acquarellisti Britannici   ufficialmente conosciuto come il litografista del Re e della Regina. David Roberts, oltre ad essere stato il Presidente della Reale Società

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Robert Hawthorn Kitson.

L’acquerello è per Robert. H. Kitson come un’istantanea: quello che guarda e che lo incanta, per classicità, armonia, equilibrio di pieni e di vuoti, sfolgorio di luce e tutto quello che si immagina gli possa piacere, diventa un’opera liquida su carta. Robert H. Kitson è un uomo fortunato, libero, vive dove e come vuole. Non ha nessuna voglia di costruire ferrosi locomotori per la suo famiglia, nell’umida Inghilterra, vuole dipingere e vivere al caldo, essere felice.

Kitson viaggia molto e, più va a sud, più rimane accecato dalla luce così che, nelle visioni egiziane, marocchine e mediorientali, il foglio è quasi del tutto bianco. Quando sceglie un’inquadratura, la sceglie “classicamente”: cerca sempre un elemento verticale intorno al quale fare ruotare la composizione. C’è sempre una “colonna” nelle sue opere: un campanile, cipresso, arco, ponte, palma, fuoco, rudere, pilastro, minareto, abside o montagna e poi, partendo da questo punto focale, il pittore dipinge velocemente le forme orizzontali ed i dettagli. Questa è la scelta “classica” ottocentesca, Kitson non rivoluziona schemi, non urla dipingendo. Preferisce le narrazioni minime: la bambina che gioca per strada, gli attori a teatro, i passanti sulla strada principale, le nuvole tranquille,

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